Convocazione Elezioni Direttivo 2011/2013
Sabato 19 novembre 2011, nella sede di Palazzo Follo - dalle ore 16,00 alle ore 20,00 - si svolgeranno le elezioni per il rinnovo Direttivo Associazione Pro Loco, biennio 2011/2013.
Leggi avviso completoscritto il 18 Ottobre 2011
Sant'Angelo all'Esca. Si preparano gli ingredienti per la 27esima edizione: 40kg di formaggio e 2200 uova.
Il paese aspetta "Lo Pastiero" dei record
La presidente della Pro Loco Luise: tradizione importante per la comunità

scritto il 10 Dicembre 2010 - Fonte "Ottopagine"
IL BORGO DEI FILOSOFI: GRAN FINALE A SANT’ANGELO ALL’ESCA (AV)
Gran finale a S. Angelo all’Esca per il primo ciclo di conferenze del Borgo dei filosofi:
Giacomo Marramao e Roberto Esposito, due filosofi di fama internazionale, hanno ‘incantato’ la platea tenendo viva l’attenzione sul tema ‘comunità e/o società?” : il Borgo non poteva avere migliore successo, data la vasta eco e l’interesse che hanno suscitato le lezioni magistrali di due massime espressioni del pensiero filosofico contemporaneo.
Gli organizzatori Raffaella Luise e Angelo Antonio di Gregorio hanno accolto i due studiosi e il Sindaco di S. Angelo all’Esca,
Nicola Penta e il Presidente del Consiglio Provinciale , Vincenzo Alaia hanno sottolineato il ruolo sostanziale che gli Enti locali possono e debbono avere sostenendo gli eventi culturali come un elemento di valorizzazione del territorio.
Il tema “Comunità e/o società?” è stato introdotto a partire a partire da un interrogativo fondamentale: in quali termini è possibile ripensare l’idea di comunità, in un mondo che sembra sempre più assoggettato alle categorie dell’ Utile, del Produttivo, dello scambio meramente utilitaristico?
“Ripensare la comunità è possibile a partire da un universalismo delle differenze, che recuperi la dimensione del ‘conflitto’di individui irriducibili, che non possono essere ridotti a comuni denominatori. Così
Giacomo Marramao. Nessuno di noi può essere uguale ad un altro perché l’individuo è già in se una autoconfliggenza. Una realtà che deve poi ‘aprirsi’ ad un intreccio di relazioni non su un presupposto di similarità, ma sulla consapevolezza di una differenza. Per l’appunto, sulla base del conflitto” inteso come fonte di vita creativa, fonte di Futuro. Non potrebbe esserci relazione se le singolarità non fossero tali : l’idea di un essere in comune deve essere ripensata come uno spazio che non sacrifichi l’individuo, ma che esalti la diversità. La condivisione di principi e di valori dello stare insieme non è perciò improntata a una logica unilaterale “. Le singolarità irriducibili non possono essere in alcun modo ridotte a denominatori comuni. Non possono essere indistintamente ‘messe insieme’.
Perché “ l’indifferenza, la passività sarebbero generatrici di stasi” L’idea stessa di cittadinanza si traduce come ‘spazio universale della differenza’ , che accoglie una pluralità di culture e le fa interagire come intreccio tra identità: ogni identità è multipla. E’ generatrice di pluralità perché è fatta dall’intrecciarsi delle nostre vite a quelle degli altri: dal tessuto esperenziale ed emozionale dei nostri vissuti. E’ data dalla promiscuità della nostra identità, nell’incontro con le persone che incrociamo nel nostro esistere.
Giacomo Marramao ha ammaliato gli studenti in sala con una lectio magistralis di interesse notevole.
Eccellente la lezione di Roberto Esposito, che - rivisitando le categorie di communitas e immunitas - ha sottolineato la necessità di far comprendere che l’idea di individui al di fuori e indipendentemente dalle relazioni con gli altri è da erodere. Bisogna smantellarla dalle sue fondamenta : ogni identità è già originariamente ‘ancipite’ e si realizza fuoriuscendo dalle logiche ‘immunitarie’: è la paura di una ‘contaminazione’ esterna che spesso riduce gli individui a numeri. “Il timore del contagio fa sì che essi si accorpino soltanto in ‘spazi’ delimitati .Che si aggreghino in ‘corpi sociali’definiti, circoscritti. Individui chiusi alla vita ‘in comune’, che hanno finanche paura di essere solo ‘sfiorati’ dall’altro”. Questo sistema ‘immunitario’ non è da considerarsi più di difesa , ma è piuttosto una gabbia che la Modernità ha costruito per lottare contro i fantasmi, le fobie di un’epoca che vede nell’Altro un potenziale nemico. Bisogna recuperare l’idea dell’identità nella sua ancipite natura :taglio, cesura e insieme alterità, contaminazione: una barra che unisce e divide.
Roberto Esposito e Giacomo Marramao insieme , sul tema della comunità, hanno reso ancor più sostanziale l’ itinerario di pregio che il Borgo dei filosofi sta intessendo nel panorama culturale del Mezzogiorno d’Italia. Il Presidente del Consiglio Provinciale di Avellino, Vincenzo Alaia, ha sottolineato che l’Ente darà priorità a eventi che come questo contribuiranno a rilanciare l’immagine di un’Irpinia viva, operosa, che alza lo sguardo verso il Futuro.
IIl Borgo dei Filosofi che si avvale della consulenza scientifica del prof.
Francesco Saverio Festa si concluderà ad Avellino, al Teatro Partenio, il 3 dicembre alle ore 10,00 con la presenza di
Zygmunt Barman, uno dei più importanti intellettuali europei : interverrà Giuseppe De Mita, vicepresidente della Regione Campania, Ente copromotore dell’evento.
scritto il 10 Dicembre 2010 - Fonte "Il Meridiano"
L’Associazione si propone lo scopo di promuovere e rilanciare attraverso una diversificata
attività socio-culturale l’immagine di Sant’Angelo
all’Esca, ameno e suggestivo paesino dell’Irpinia.
Il direttivo della Pro Loco rivolge perciò la sua attenzione
ad un sottile lavoro di recupero di tradizioni, usi, costumi e gestualità
di una civiltà contadina che da sempre nutre un amore
profondo per la sua terra.
Il forte senso di radicamento e il legame che lega il Santangiolese
alla sua terra d’origine segnano i rimandi simbolici di attività
culturali, di sagre, mostre e manifestazioni che hanno come fulcro
un messaggio sociale teso al recupero della matrice originaria,
e teso ad un cammino nella Memoria, intesa come autenticità
di rapporti e immediatezza di sentimenti.
Da questa consapevole riscoperta delle proprie radici, la Pro Loco
intende muovere il messaggio sociale di ogni attività dell’Associazione,
per proiettare tale patrimonio in un contesto relazionale più
ampio, aperto al villaggio globale, ma recante in sé i germi
della propria individualità.
Tale patrimonio è impresso nei volti e nelle mani, negli
sguardi dei Santangiolesi, che la Pro Loco cerca di imprimere e
suggellare in immagini che si trasformano in attività ricreative
e culturali.
Raffaella Luise